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Albergo Villa del Bosco
Catania   Catania   Canalicchio
Stelle: 4
 

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Descrizione Villa del Bosco Albergo
Siamo a Catania. Con 2700 anni di storia alle spalle fatta di continui domini e rinascite, essa appare oggi al visitatore attento come una città nuova dotata di prerogative ineguagliabili, che la eleggono a meta ideale sia per il turismo più tradizionale che per l'esigente turismo incentive e congressuale.
A monte della via Etnea, che racconta la storia di questa poliedrica città, si trova Villa del Bosco & VdBNEXT. Una struttura unica per atmosfera e suggestione, espressione del perfetto connubio tra il lusso manifesto di un'antica dimora ottocentesca che evoca atmosfere d'altri tempi e quello più contemporaneo dettato dalla convivenza dell'irrinunciabile comfort e del design più esclusivo.
Sapiente coniugazione di classico e moderno
Due mondi due anime, lo charme e il design,,,
Valzer di drappi antichi e pregiati si alternano a lini corposi e sete ricercate. Argenti dal carattere aristocratico si convertono in oggetti di design d'alto livello. Un' armonia di stili che coniuga l'impareggiabile emotion dell'antico con la risolutezza dello stile contemporaneo.
Tutto questo è Villa del Bosco & VdBNEXT!
La nuova sfida
Comfort & design, lusso e tecnologia. Questa l'idea di fondo alla realizzazione di VdBNEXT. Una struttura capace di creare suggestioni intimiste per una clientela giovane e cosmopolita, esigente, dinamica ed edonista che non rinuncia al comfort ma ama le divulgazioni fantasiose che la lascino, talvolta, senza fiato.
Preziosissimi scrigni dal colore oro e argento sono le 22 camere di design e le 2 stupefacenti Glitter Suite.
Il bianco e il nero, il colore non-colore, le tinte dominanti gli spazi comuni.
Materiali inediti e giochi di luce accattivanti per riportare l'arte dell'ospitalità nel labirinto dei sensi.
LE CAMERE
Vasche o docce idromassaggio, tv lcd e internet wi-fi sono lo standard di 52 camere che alternano lo stile di ieri a quello d'oggi? Antichi arredi siciliani, paramenti sacri e damaschi si contrappongono a stucchi metallici, pitture viniliche e lamiere microforate. Due mondi due anime, lo charme e il design,,,
E quando si ha voglia di farsi coccolare dalle stelle, le due Glitter Suite all'ultimo piano, con le panoramicissime terrazze vista mare e vista Etna, permetteranno di godersi uno spettacolo unico tra le onde delle piscine idromassaggio installate su un letto di parquet all'aperto...
Ma le innovazioni si estendono anche ai momenti di event living??
'Avant-garde technology' diventa la parola d'ordine per soddisfare le innumerevoli esigenze del moderno homo congressualis.
350 sedute in pelle bianca sono 'catturate' dalle più moderne e sofisticate attrezzature audiovisive, in una fusion di giochi di luce e design mozzafiato.
Hi-tech e originalità contraddistinguono questa struttura pronta ad ospitare meeting, workshop e incontri di lavoro, e destinata a lasciare un segno indelebile nel campo dell'organizzazione congressuale e del turismo incentive.
La nuova dimensione del lavoro mobile si realizza attraverso un sistema wireless in tutte le aree della struttura, una tecnologia peer to peer per il collegamento in rete di 500 p. c, monitor al plasma 42? per le molteplici presentazioni aziendali, la possibilità dell'immediata realizzazione del dvd relativo alla conferenza per ciascun partecipante.
Dopo una full immersion nell'area BUSINESS dell'albergo, i giochi d'acqua della SPA contribuiranno a cullare l'ospite in un percorso di rigenerazione psicofisica.
Il banqueting, insieme ad un servizio impeccabile e attento ad ogni dettaglio, è una delle peculiarità di Villa del Bosco & VdBNEXT.
La sala Vaccarini? che con i suoi affreschi riproduce i monumenti della Catania barocca, è uno spazio unico per raffinatezza e suggestione in grado di far rivivere lo stupore tipico del grandioso e ricco stile dell'epoca. Un luogo ideale per cerimonie che rievocano antichi ricevimenti nobiliari.
Dal roof Le Terrazze Romane? sembra di navigare tra cielo e mare? I sensi qui viaggiano in uno spazio senza fine?
Forti contrasti, colori decisi, linee pulite sono invece l'espressione della neo nata Banqueting Hall. Sedute in cavallino e giochi di luce accattivanti ne costituiscono l'inebriante atmosfera. Plex bianco e cadute di lino vestono invece l'adiacente prato.
E chiunque voglia concedersi il più piacevole dei peccati minori?si lasci viziare dalle peccaminose golosità del nostro ristorante.
Villa del Bosco & VdBNEXT HOTEL AND EVENT LIVING:
Nuovi codici interpretativi per un modo unico di fare ospitalità?
Smettetela di sognare, il futuro è già arrivato:.

Congressuale fino a 350 persone

Banqueting

Sfilate di moda

Incentives
- Il centro storico di Catania -

Inizieremo la visita dalla Porta Garibaldi, già Ferdinanda (1768) eretta in occasione delle nozze del re Ferdinando IV con Maria Carolina d'Austria. Svoltando a s. per la via Ittar, si esce sulla via Vittorio Emanuele, antico 'corso' cittadino, nato dopo il sisma del 1693, all'interno del nuovo grande piano urbanistico ideato per la rinascita della città, secondo la cultura barocca dominante, ricco di lunghe fughe di strade che fossero anche fastose quinte sceniche della vita quotidiana. La strada divenne l'asse sul quale, ancor più della celebrata via Etnea, ambirono affacciarsi le dimore delle più importanti famiglie: essa arriva fino al mare, tagliando per intero l'antico centro, ed intersecandosi all'altezza di Piazza Duomo, cuore politico e religioso della città, con la citata via Etnea. Sulla s. il convento e la chiesa della Trinità: interessanti la scala ed il vestibolo. All'interno opere di S. Conca e del Sozzi. In via Trinità resti dell'antico Foro Romano.
Tornati su via V. Emanuele, sempre sulla s. la chiesa ed il convento di S. Agostino. Il cortile, elegante ma incompiuto, conserva parte della facciata dell'antico edificio. Segue l'austero palazzo Valsavoia, dai balconi finemente scolpiti. Si trova sulla d. un varco che conduce al Teatro Romano, sorto su un precedente di età greca, con un diametro di 87 m. poteva contenere fino a 7000 spettatori. Seguendo ancora la via V. Emanuele, sulla s. palazzo Gravina, dal grandioso portale e balconi dalle mensole riccamente scolpite. Dall'ingresso laterale di questo palazzo, su piazza S. Francesco, si accede alla casa natale di V. Bellini con annesso museo dei cimeli del grande musicista catanese.

Sulla s. una teca custodisce le pietre con le miracolose impronte lasciate da Agata prima di entrare nella cella, che si sopstiene sia l'ambiente di età romana cui si accede dalla porticina a lato. Svoltando a s. della chiesa e poi di nuovo a s. si arriva nella stupenda via dei Crociferi, insuperato gioiello urbanistico catanese, compendio di storia e di arte cittadina nella prospettiva dei suoi elegantissimi edifici. Lasciato alle spalle il monumentale portale d'ingresso della settecentesca Villa Cerami, attuale sede della facoltà di Giurisprudenza, sulla s. il convento dei Crociferi e la chiesa di S. Camillo: eccezionale, all'interno l'altare in marmo giallo.
All'incrocio con via San Giuliano, ecco un eccezionale scorcio, creato dalle scenografiche rampe architettoniche che superano il naturale dislivello della strada. Rientrando in via Crociferi, sulla s. la chiesa di S. Giuliano, altissimo esempio di architettura barocca: l'interno, a pianta ottagonale possiede notevoli decorazioni marmoree, un elegante altare maggiore in bronzo dorato e marmi, e un Crocifisso bizantino su tavola sagomata. Di contro, sulla d. il Collegio dei Gesuiti, grandiosa costruzione barocca progettata dal Vaccarini, con un bellissimo chiostro. A destra la via S. Benedetto sfocia in piazza Asmundo, ove sorge il palazzo Asmundo-Francica Nava, elegante dimora nobiliare del XVIII sec. ancora integra negli arredi originari.
Tornati su via Crociferi, subito alla nostra d. la chiesa di S. Benedetto. L'alta rampa già fa mostra delle belle porte lignee intagliate: l'interno, è preceduto da un vestibolo a scalea ornato da statue; gli affreschi della volta, dell'abside e della cupola sono del messinese Tuccari (1725). Ricchissimi le cantorie e l'altar maggiore. Di insuperabile eleganza gli stucchi delle pareti. L'Arco di S. Benedetto collega i due edifici della Badia Piccola a s. e della Badia Grande a d. con il monumentale ingresso, opera del Battaglia di geniale soluzione prospettica. A d. per la via Teatro Greco, si giunge a piazza Dante con la gigantesca mole della
mercato più caratteristico della città: la Pescheria, nella cui vivacità pulsa ancora il cuore arabo della Sicilia.
Da Porta Uzeda faremo il nostro ingresso in Piazza del Duomo, con, alla nostra s. il Seminario dei Chierici e la grandiosa facciata barocca della cattedrale. Edificata dal Conte Ruggero nel 1078 come 'ecclesia munita' sulle rovine delle Terme Achilliane, conserva ancora dell'impianto originario il superbo, altissimo transetto e la parte absidale, visibile dal posteriore Palazzo Arcivescovile. All'interno importanti decorazioni marmoree nelle tombe dei re aragonesi e nella Cappella di S. Agata. Eccellente raccolta di oreficeria sacra nel Tesoro. Interessante la visita del Sacrario Capitolare, oltre la sacrestia, in cui armadi settecenteschi di ottima fattura custodiscono una raccolta di preziose pergamene e codici dal sec. XI in poi.
Uscendo dal duomo, si staglia di fronte la Fontana dell'Elefante (1736), simbolo della città, su progetto del Vaccarini, che si rifece al berniniano elefante della Minerva in Roma. L'elefante in pietra lavica è di epoca romana; egizia la stele, che si ritiene fosse una delle due mete del Circo Romano. Sulla d. ad angolo con la via Etnea, il Palazzo Municipale, già del Senato, ricostruito a più riprese dopo il sisma, a partire dal 1696.
A s. della facciata, si vede la bella chiesa di S. Martino, settecentesca sede della Compagnia dei Bianchi, una delle confraternite nobili della città.
Scendendo lungo la via V. Emanuele, ecco sulla s. la chiesa della Badia di S. Agata, gioiello dell'architettura barocca, a pianta centrica; di rara raffinatezza ed eleganza i prospetti e l'interno, con begli altari in marmo giallo. Sulla d. nella piazzetta, la chiesa di S. Placido con bel prospetto curvilineo ed interni di notevole armonia decorativa. A d. della chiesa la v. del Museo di Biscari conduce al palazzo Biscari. Il palazzo, fastoso ed imponente, mantiene ancora intatti i suoi numerosi saloni riccamente arredati; da ammirare, in particolare, la galleria ed il salone delle feste. Spostandosi alle spalle dell'edificio, sul lungomare, si possono ammirare le elegantissime decorazioni marmoree dei balconi. Percorrendo a ritroso il tragitto fatto torneremo su v. V. Emanuele trovando a d. il palazzo Bonajuto il quale incorpora nelle nuove strutture barocche la chiesetta bizantina del Salvatorello. Sulla d. il Collegio Cutelli, del 1750, con un bel cortile circolare del Vaccarini. Sulla s. chiude questa gloriosa rassegna di architettura il solenne palazzo Reburdone, articolato su un cortile d'onore che racchiude una bella scala a tenaglia; al piano nobile grandi saloni affrescati. Tornando indietro, all'altezza del Collegio, sulla d. la via Teatro Massimo conduce al Teatro Massimo V. Bellini, elegante tempio lirico cittadino. Per le stradine alle spalle del teatro arriveremo in Piazza dell'Università, con, alla d. il grande palazzo San Giuliano e sul fondo il settecentesco palazzo dell'Università, la più antica della Sicilia per privilegio concesso nel 1434 dal re Alfonso d'Aragona. Il Siculorum Gymnasium ha qui la sua sede dal 1684. Bella l'Aula Magna dalla volta affrescata. La Biblioteca conserva la raccolta delle Consuetudines della città del 1435 oltre a codici ed alle prime edizioni di Orazio e del Savonarola.
Poco oltre sulla s. in via Etnea la chiesa della Collegiata, la 'regia cappella' con la più bella facciata del barocco catanese, sintesi compiuta delle influenze stilistiche romane ed europee in genere nella grande ricostruzione della città, dopo il tragico sisma del 1693. Il progetto è opera del 1758 di Stefano Ittar. Superato l'incrocio con la via San Giuliano, sulla d. il palazzo Carcaci. Alle spalle di esso, nella piazzetta omonima, il palazzo Manganelli, austero, con bel giardino pensile e cappella liberty disegnata da Ernesto Basile.
Ritornati sulla via Etnea, a s. la Prefettura, già settecentesco convento dei Minoriti, e l'adiacente chiesa di S. Michele Arcangelo, del 1771. L'interno, a pianta centrica, con bella cupola, è ricco di opere d'arte tra cui un bellissimo organo. Si apre ora la bella piazza Stesicoro con il monumento a V. Bellini. Sulla s. le rovine dell'Anfiteatro Romano. L'arena, con i suoi 71 m. di diametro, era seconda solo a quella del Colosseo di Roma.
Sulla d. la chiesa di S. Agata alla fornace, per tradizione sorta sul luogo ove la santa subì il martirio. Sulla d., per via S. Gaetano alla Grotta si perviene alla piazza Carlo Alberto, sede di un caratteristico mercato. Dritto per via Grotte Bianche, si svolterà a s. in via Umberto I, moderna arteria commerciale, che ha come sfondo l'ingresso monumentale alla Villa Bellini, oasi verde del centro storico, ricca di decorazioni floreali e di piante centenarie. Oltre l'incrocio con il viale Regina Margherita, troveremo sulla s. l'Orto Botanico, uno dei più importanti d'Italia; si torna sulla piazza Roma, da dove si accede ai bei viali di Villa Bellini, per una piacevole passeggiata che, tagliando l'intero giardino, ci porterà alle spalle della chiesa di S. Domenico con bel prospetto del convento adiacente dei primi del '700. Buone tele all'interno. Nell'ala nova del convento ottocentesco è conservato un importante frammento della Madonna con il lattante del Correggio, oltre ad una preziosa biblioteca ricca di volumi del XVI e XVII secolo. Di fronte alla chiesa è la via S. Maddalena, con, sulla d. la chiesa di S. Agata la Vetere, che conserva ancora al suo interno le strutture gotiche del sepolcro in cui per cinque secoli furono conservati i resti della Santa. Nel presbiterio il sarcofago di S. Agata, tardo-romano, notevole sulla s. l'altare medievale con il bassorilievo di S. Agata, S. Pietro e l'Angelo. Sulla s. della chiesa una breve stradina condurrà a piazza Santo Carcere: resti delle mura spagnole erette da Carlo V; la breve scala sul fianco del baluardo conduce alla chiesa di S. Agata al Carcere. Il portale romanico sul prospetto era quello della cattedrale prima del sisma. All'interno la parte mediana della navata risale alla costruzione del XV sec. Sull'altare maggiore la pala con il 'Martirio di S. Agata è del 1588. L'altare del crocifisso corrisponde all'antico ingresso.

Sulla piazza, il Santuario dell'Immacolata a S. Francesco d'Assisi, tardo barocco. All'interno buone tele, ma soprattutto uno splendido organo settecentesco, le cantorie e un ciborio dalla porticina di lapislazzulo scolpita, all'altare maggiore. Uscendo su via V. Emanuele e tagliandola in asse, si perviene alla piazza Mazzini, concepita sulla Plaza Mayor madrilena: ai quattro angoli corrispondono altrettante dimore signorili. Svoltando sulla d. per via Garibaldi, la casa di Giovanni Verga, anch'essa museo delle memorie dell'artista. Sulla sin. la chiesa di S. Chiara, a pianta ovale con splendidi pavimenti a tarsie marmoree e cantorìe dorate. A seguire, palazzo Trewhella e, al n. 117, uno splendido esempio di architettura settecentesca, con eccezionali balconi e paraste a bugnato. Si arriva alla vasta piazza Federico II ove si erge superba la mole del Castello Ursino, fortezza federiciana che ricalca il Castel del Monte pugliese. Reggia degli Aragonesi, che elessero Catania a capitale dell'isola, nel secolo scorso era stato adattato a carcere. Decennali restauri lo stanno riportando agli antichi splendori. Esso è la degna sede del Museo Comunale, una importantissima raccolta di opere dalla classicità in poi, costituitasi sulle due famose collezioni dei Benedettini e dei Principi di Biscari. Attualmente è visibile soltanto una parte del materiale, in attesa della definitiva sistemazione di tutti gli spazi espositivi. sulla destra, in via Auteri, le Terme dell'Indirizzo, romane: interessanti i resti delle vasche e delle condutture dell'impianto. Adiacenti la chiesa ed il convento omonimi, con belle decorazioni barocche sui prospetti. Siamo adesso nel
chiesa di S. Nicolò l'Arena, la più vasta e alta della Sicilia, rimasta purtroppo incompiuta per varie vicende. Spendidi organo e cantorie.
Si consiglia di effettuare la salita al belvedere della cupola, da cui si gode un impareggiabile panorama sulla città e sull'Etna. A fianco sorge il vastissimo complesso del Monastero Benedettino, il più importante della Sicilia per l'esclusiva aristocrazia che sola poteva accedere al suo cenobio; per la ricchezza della sua biblioteca e delle opere d'arte di cui era continuamente dotato da tutte le più grandi casate del regno, per l'immensità dei suoi possedimenti e rendite. Attuale sede della facoltà di Lettere, mantiene solo una parvenza dello splendore passato. Il recente programma di recupero avviato sta portando alla luce resti greci e anche medievali oltre a una tomba preistorica. Ancora eccezionale la vista dell'antirefettorio e del refettorio con stucchi ed affreschi, i due chiostri, la Sala Vaccarini, il piccolo refettorio e l'ala E che ospita l'importantissima Biblioteca Civica.
 
PREZZI
  A NOTTE A SETTIMANA
  minimo massimo minimo massimo
Doppia uso Singola
€ 115 € 170 - -
Camera Doppia
€ 180 € 240 - -
Camera Tripla
€ 220 € 310 - -
 
PRENOTA
 
 

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